sabato 20 febbraio 2021

Pedalata bianca sulla Sella Chianzutan

"Oggi si va verso Tolmezzo" ha detto Milena stamattina "perchè lì troviamo il sole. Nessuno dei due lo ha detto ma sapevamo entrambi che l'obiettivo di giornata era Sella Chianzutan.

La giornata è nuvolosa ma non fredda per cui è bello pedalare e a giudicare da quanti ciclisti incontriamo per strada l'hanno pensata tutto come noi.



Raggiungiamo Gemona e ci avviamo verso il lago di Cavazzo che costeggiamo dal versante Est. Su e giù dopo Somplago e fino a Cavazzo. 


Giungiamo al bivio che da un lato porta a Tolmezzo mentre dall'altro inizia la salita verso Sella Chianzutan. Siamo solo a 500 m s.l.m. ma già c'è la neve ai margini della strada.


Affrontiamo questa bella salita di circa 11,5 Km che ha anche due tratti di piano-quasi discesa. Superiamo Chiaulis e Chiacig  e poi saliamo in modo molto regolare con pendenze dell'8-9%.

Man mano che saliamo su, la neve diventa sempre più presente.

Raggiungiamo il parcheggio della Sella dove purtroppo il bar è chiuso. Nell'ultima parte della salita Milena mi ha letteralmente asfaltato ma pazienza così va ora.

Bellissima la discesa verso San Francesco e poi la Val d'Arzino.

venerdì 19 febbraio 2021

Visioni mistiche sulla salita di Madonnina del Domm

"Il paradiso dei ciclisti" è scritto sull'asfalto in cima alla salita di Madonnina del Domm. 

Ebbene io oggi ho raggiunto il Paradiso ma ho avuto diverse visioni della Madonnina lungo i tornanti che portano su.


E' una delle salite classiche per i ciclisti friulani quella che partendo da Torreano porta fin su a Madonnina del Domm transitando per Canalutto, Masarolis e Tamoris.

Si parte con pendenze abbordabilissime anche con il 50 ma dopo Canalutto la strada inizia ad inerpicarsi alternando tratti tranquilli a tornanti che arrivano anche al 15%.


La giornata è uggiosa, l'asfalto bagnato e molto scivoloso forse per la presenza di residui di sale post nevicata. Ai primi tentativi di alzarmi sui pedali le ruote slittano e sono costretto a sedermi immediatamente. Per fortuna il manto stradale è bellissimo perchè appena rifatto per il passaggio del Giro d'Italia dell'ottobre scorso. 

Faccio assai fatica a salire, sarà la giornata umida, saranno le mie gambe stanche o forse è semplicemente la SALITA ad essere impegnativa; più volte, nei tratti più impegnativi ho avuto visioni mistiche 😂😂.

Dopo Tamoris il compito diventa più agevole e la cima diventa un regalo veramente gradito con foto di rito.

Rapida e tortuosa discesa verso Bocchetta Sant'Antonio e di nuovo su verso Cima Porzus a completare il "mio millino" di ascesa quotidiana. 


Con la discesa fino ad Attimis transitando per Subit mi avvio verso casa soddisfattissimo di questa giornata e di questo giro al quale è mancato solo un raggio di sole.

70 Km e 1000 m di dislivello

martedì 16 febbraio 2021

A "caccia di cicogne" dopo l'Arcano

Il cielo è terso, il sole è alto e splendente anche se non scalda a sufficienza.

Mi dirigo verso Fagagna alla ricerca di qualche strappetto per vivacizzare la mia uscita in bicicletta. 

Su e giù passando per San Giovanni in Colle, Battaglia, Madrisio, Pozzalis, ripida discesa a Rive d'Arcano e qui inizia la mia digressione fantasiosa per stradine secondarie a raggiungere il Castello di Arcano Superiore dopo due ripidi strappi con pendenze oltre il 15%.



 

Un rapido sguardo al Castello, ancora 50 m di salita poi giù verso Arcano Inferiore. La strada si fa ancora più stretta e dissestata ma nonostante ciò io mi lancio e in men che non si dica raggiungo di nuovo Rive.

Rifaccio la strada dell'andata.

Un rapido calcolo: avrei ancora tempo per una digressione.




Andiamo a "caccia di cicogne" allora. Da Fagagna prendo la direzione per Caporiacco. 

Giungo presto nei pressi dell'oasi e tante cicogne mi accolgono appollaiate nei loro nidi sui pali della luce. Mi fermo a fotografarle poi riprendo di buona lena. Poche centinaia di metri e nel campo adiacente la strada un gruppo di almeno una ventina di cicogne riposa chi su una gamba chi su due.

Sarebbe bello poter continuare ma il tempo a mia disposizione volge al termine quindi mi dirigo verso Moruzzo, Pagnacco, Tavagnacco e poi a casa.

A sorpresa è venuta fuori una gran bella pedalata di 55 km con oltre 500 m di dislivello.

domenica 14 febbraio 2021

Salita a Chialminis con panorama sui Musi e dopo alla scoperta di nuove strade

 E' sempre una bella notizia quando si scoprono nuove strade che non si erano mai percorse. Oggi ne abbiamo sperimentate ben 2. 

Ma andiamo per ordine: prima la bella e regolare salita da Nimis a Chialminis molto esposta al sole che rende l'impresa più gradevole quando il termometro segna 0 °C.


E' questa una delle salite più regolari che io abbia pedalato, 7 Km al 7% di dislivello che si discosta in pochissimi tratti. Verso metà salita raggiungiamo e superiamo un ciclista (principiante suppongo) che era veramente alla canna del gas, faticava infatti a spingere l'ultimo rapporto; non è mancato un incoraggiamento e ne aveva proprio bisogno.

Giunti a Zaiama il panorama sui Musi è da cartolina.



La discesa si fa sentire...o meglio si fa sentire il freddo ed infatti dobbiamo subito fermarci ad indossare la mantellina che non toglieremo fino all'arrivo.


Giunti a Monteaperta prendiamo la strada per Cornappo che non avevamo mai fatto e si tratta di una bellissima sorpresa perchè è bella e molto ben asfaltata.

Giunti in paese e non sapendo che direzione prendere nè se ci fosse una strada da seguire chiediamo ad una gentile vecchietta che stendeva i panni. Ci indica di girare intorno alla chiesa perchè così saremmo arrivati a Debellis (che io conosco). Sbuchiamo infatti sulla strada a me nota all'altezza di Pontesambo, cartello che io avevo incrociato tante volte ma mai notato. 

Percorriamo in discesa tutta la valle del Cornappo che già in estate è fredda e oggi GELIDA.

A Nimis Milena mi chiede di girare e prendere la salita di Sedilis. Una salitella ma sempre gradevole e impegnativa.

Da Tarcento ad Artegna passando per Magnano in Riviera è tutta pianura. Meritata pausa con pasticciotto a sorpresa che l'ignara barista non sapeva neanche come si chiamasse.

Si inverte la direzione ed iniziamo il rientro verso casa passando per Buja. Prendiamo la strada che porta a Collesomano che memore della passata esperienza affronto con un rapporto agile. 


Dopo Majano ci dirigiamo verso Rive d'Arcano passando per Arcano Inferiore lungo una strada secondaria che non avevamo mai percorso ed anche questa è una piacevolissima scoperta.

In complesso 114 Km e oltre 1400 m di dislivello


sabato 13 febbraio 2021

Pinguini in sella

 I pinguini ci salutano appena mettiamo naso fuori dalla porta e salgono con noi in sella, uno sul cambrone di Milena ed uno sul mio. Sulla strad che ci porta verso la montagna tremano anche loro sottoposti al fortissimo e gelido burian. 

Ci dirigiamo comunque verso la montagna sperando di essere più protetti ed infatti così è.


Prendiamo la salita per Castelmonte da Cras. I primi 500 m sono terribili, pendenze che arrivano al 17% ma poi spiana e per fortuna siamo abbastanza esposti al sole. Pedaliamo comunque in scioltezza anche se impegnati immersi nella natura che in questa stagione è totalmente dormiente. Transitiamo per Cladrecis e qui affrontiamo un'altra bella rampa. Ci immettiamo a San Pietro di Chiazzacco  su una strada nota come "Milanese" che con una salita regolare ci porta fin sul Santuario di Castelmonte. Milena mi passa ed è lei a fare l'andatura in questo tratto di salita, come al solito spinge rapporti secondo me troppo duri ma sta di fatto che faccio fatica a starle dietro.


Raggiungiamo il piazzale di Castelmonte, foto di rito e via verso la breve discesa e la successiva salita che ci porta al quadrivio da dove si ha un formidabile veduta su tutta la valle con il Matajur che biancheggia dinanzi a noi.


Prendiamo per la panoramica che in leggerissima salita ci porta in direzione Est fino al bivio di Stregna. Scegliamo di scendere perchè fa decisamente freddo. La discesa è tortuosa e non permette di raggiungere mai grosse velocità, oggi è un bene così limitiamo il freddo. A San Leonardo finalmente godiamo di un po' di vento a favore che ci spinge a buona velocità fino a Merso di sotto, breve deviazione a destra e risaliamo da San Pietro la valle del Natisone. A Tiglio passiamo il fiume e torniamo indietro dalla riva opposta. Il sole è bello e ce la mette tutta per scaldarci ma la temperatura è veramente bassa per cui decidiamo di prendere la strada di casa.

Ah dimenticavo...lungo la strada un capriolo si è fermato a salutarci...in realtà lo ha fatto volgendoci il culo sul quale aveva una grossa macchia bianca a forma di cuore😀😀😀


Portiamo a casa oggi 110 Km e oltre 1000 m di dislivello...noi e i pinguini

venerdì 12 febbraio 2021

Nongruella col burian

 Se vuoi una salitella puoi andare a Nongruella.

Avevano detto che sarebbe arrivato il burian e burian è stato. Metto il naso fuori dalla porta e subito percepiso che oggi sarà dura pedalare. Mi avvio verso la montagna per trovare un po' di "coperto" ma l'impresa non è delle più facili perchè i primi 10 km sono decisamente controvento (nei tratti che di solito percorro a 28-29 Km/h oggi non riesco ad andare a più di 21).







Giunto a Savorgnano al Torre finalmente sono più riparato e la strada della Motta scorre una bellezza nonostante quell'1% che di solito mi infastidisce. Ai margini della strada le pozze di acqua sono tutte gelate anche perchè, come da dati Strava, la temperatura è di -1 °C mentre quella percepita è di -5°C.

Ho voglia di una salitella per scaldarmi un po'...ma non eccessiva per non gelare nella successiva discesa.

L'ascesa a Nongruella fa al caso mio. 

Svolto a sinistra e mi dirigo verso Cergneu. Si sale molto dolcemente nel primo tratto, un 2-3% che non affatica ma scalda. Superato l'abitato di Cergneu Superiore la salita si innervosisce e ci sono tornanti anche al 16%. Ad un incrocio vedo una macchina, passo e mentre affronto le ultime rampe mi accorgo che sale anche lei. Mi dico che sarà il proprietario di una delle due case poste in cima alla strada che è una strada cieca. Dopo il cartello di Nongruella ci sono ancora due curve ed un tratto assai impegnativo. Spendo le ultime forze e mi fermo quando la strada termina. Dietro di me giunge l'auto, il proprietario abbassa il finestrino e mi dice che mi ha seguito solo per salutarmi e farmi i complimenti. Onestamente è una gentilezza che mi fa assai piacere. Parlando 2 minuti con lui scopro che a metà strada c'è un'altra salita che non conoscevo...ho trovato strada per una prossima occasione.

Mi lancio in discesa che nell'ultima parte è veramente soddisfacente con punte superiori ai 50 Km/h.

Riprendo la strada di casa con altri due piccoli strappi (Montecroce e Borgo Poiana) prima di lanciarmi nella volatona finale tutta a favore di vento che naturalmente non restituisce mai ciò che ha tolto nel tratto contrario.

Un bel bottino questi 60 Km e pazienza se il burian lo abbiamo preso in faccia.

giovedì 11 febbraio 2021

Un raggio di 🌞dopo la 🌧🌧

 Le attese di una giornata di sole completamente distrutte da una pioggerella insistente, così è stata la mia sveglia. Riporre nell'angolo tutti miei propositi di girobike è stato d'uopo. Mesta colazione e poi arrendevole come non mai me ne ritorno a letto a leggere. Per fortuna il mio "compagno di viaggio" mi porta nel Sud-Est asiatico e la fantasia vola allegra.

Improvvisamente verso le 11.30 improvvisamente un raggio di sole. 


Un lampo: cosa posso fare in 40 minuti prima di anadare al lavoro per risollevare questa giornata?

Ma certo...perchè non provare a correre visto che sono in astinenza da 35 giorni?

Mi vesto in un battibaleno e via a recepire il benessere di qualche squarcio di azzurro e il tepore di quell'unico raggio di sole. Mi avvio verso Feletto in modo da completare un giretto già standardizzato di 8 km. Mi aspettavo di sentire le gambe poco responsive ed invece man mano che la strada scorre sotto le mie scarpe le sensazioni positive aumentano. 

Per completare i 40 minuti "sono costretto" ad allargare leggermente il giro e così arrivo a casa avendo percorso 8 Km e spiccioli. 

790 m di spiccioli che però fanno la differenza.

Avrò forse perduto la tenuta sulla distanza ma per fortuna la memoria del gesto è ancora intatta e questa è comunque una gran bella notizia