Le previsioni meteo per questo lunedì erano impietose. La nottata trascorsa quasi tutta al lavoro mi ha provato per cui stamattina aprire gli occhi e vedere il cielo scuro non mi ha intristito più di tanto. Dopo colazione ho ripiegato qualsiasi aspirazione di uscita in bicicletta dinanzi alla pioggerella che non prometteva di smettere. Son tornato a letto a leggere il libro che ho per le mani e con la fantasia sono atterrato in Thailandia al seguito del protagonista. E' straordinario come la lettura sappia trasportarci fuori della realtà e "mangi il tempo" senza che ce ne accorgiamo. Alzo lo sguardo e vedo che un raggio di sole fa capolino dalla finestra. Uno sguardo all'orologio...avrei giusto un'ora...perchè rinunciarvi?
Avevo proprio voglia di lasciare andare le gambe sui pedali, non importa se per pochi Km e senza una meta precisa. Quando le strade sono bagnate lo scivolare delle ruote sull'asfalto produce un suono particolare che mi è sempre piaciuto e poi il minore attrito mi dà l'idea di scorrere meglio. Poco tempo ed allora mi dirigo sul terreno "delle sveltine", delle uscite quindi di pochi Km senza aspirazioni. Sono veramente in stato di grazia, le gambe girano e la testa è completamente scarica da tensioni. Anche la natura mi vuole bene, quell'unico raggio di sole ce lo contendiamo in tanti: io, un paio di fagiani intenti a mangiare, decine di cornacchie che lanciano le loro noci e nocelle dall'alto per poi cercare di raccogliere sull'asfalto il frutto, uno stormo di gabbiani al suolo lanciano le loro grida penso di gioia per l'inatteso tepore. La mia mattinata "di gloria" si chiude in appena un'ora e solo 27 Km ma con tanta positività.

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